I segreti del successo

Per avere successo sul lavoro servono talento, pianificazione, organizzazione e un pizzico di fortuna. Caratteristiche che si possono implementare e migliorare (fortuna a parte) per ottenere maggiori riconoscimenti o nuove possibilità, ma tutto ciò non basta. I buoni risultati dipendono dall’impegno quotidiano, ma anche da routine più o meno consolidate che facilitano il raggiungimento degli obiettivi e della concentrazione. Al contrario, ci sono abitudini che invece di aiutarci a svolgere meglio il nostro lavoro ci rallentano. Oggi vi spiegheremo come ottenere il massimo dalle performance lavorative con pochi semplici consigli.

  • Tutti sanno che per affrontare al meglio le insidie quotidiane bisogna dormire almeno otto ore a notte. Avere un sonno disturbato o ridotto, infatti, non paga. Diverse ricerche hanno dimostrato come dormire meno di sei ore per più notti continuative a lungo andare influenza le capacità cognitive, provocando gli stessi effetti che avrebbe una grossa quantità di alcool nel sangue. Non solo, la carenza di sonno può indurre più facilmente in errore, provocare mal di testa ricorrenti e distrazioni che possono essere cruciali sul posto di lavoro.
  • Se la vostra prima colazione consiste in un caffè al volo sappiate che state iniziando la giornata con il piede sbagliato. Il primo pasto della giornata è fondamentale perché serve a restituire all’organismo le calorie e i liquidi consumati durante la notte. Una colazione completa e variegata,quindi, servirà come motore per la produttività e l’umore.
  • Contrariamente a quanto si possa pensare, essere multitasking non aiuta sul lavoro. Spesso si pensa che fare due cose contemporaneamente porti ad essere più produttivi, non è così. Il cervello può essere bravo ad adattarsi, ma rischia di perdere di vista dettagli importanti e vedersi limitata la creatività. Focalizzarsi su un compito per volta aiuterà a svolgerlo al meglio e più in fretta.
  • Diversi studi hanno dimostrato che chi lavora più di otto ore al giorno ha un livello di produttività più bassa e livelli di stress molto alti. Rimanere seduti alla scrivania più a lungo non aiuta a svolgere meglio i propri compiti, anzi. Il consiglio è di ottimizzare il tempo a disposizione. Per questo può essere utile suddividere il lavoro in blocchi, ponendosi dei traguardi e delle tempistiche entro le quali raggiungerli.
  • Quante volte vi capita di saltare il pranzo o di mangiare alla scrivania? Questo perché non siamo in grado di staccare la spina e dare delle priorità, pensando di essere più produttivi spizzicando qualcosa davanti al computer. È importante sapere, invece, che questa pratica il più delle volte si rivela controproducente, perché si rischia di arrivare al pomeriggio senza più le energie fisiche e cognitive per svolgere le proprie mansioni.
  • Durante l’orario di lavoro difficilmente capita di staccare davvero con la mente e concedersi una pausa. Questo perché si ha la paura di perdere la concentrazione e non riuscire a riprendere con lo stesso ritmo il lavoro. In realtà alcuni studi hanno dimostrato che le persone hanno bisogno di fare un break ogni tanto per mantenere al massimo la produttività, aiutare il cervello ad effettuare nuove connessioni e tornare con maggiore attenzione sulle cose da fare. Un’idea potrebbe essere quella di programmare le pause esattamente come fai con il resto del lavoro.
  • Un’abitudine piuttosto consolidata è quella di risolvere prima le questioni più semplici e rimandare quelle più impegnative. Questo comportamento, però, non si rivela vincente nel lungo periodo. Anzi, rimandando gli affari più difficili a fine giornata si arriverà a svolgerli nel momento in cui si è più stanchi e meno reattivi. Non solo, continuando a rinviare si otterrà solo il risultato di accumulare incarichi complicati che si sommeranno diventando ostacoli quasi insormontabili. Al contrario, se svolti al momento giusto, magari al mattino, si potranno affrontare con più energia, riservando le cose più semplici per il momento della giornata in cui ci sarà meno attenzione e motivazione.
  • Con l’avvento degli smartphone siamo sempre raggiungibili in ogni momento. Questo significa che le mail di lavoro possono raggiungerci anche al di fuori dell’orario stabilito, generando un continuo stato d’ansia. La tendenza a controllare sempre la mail è un’altra cattiva abitudine che va modificata per non incorrere in problemi di memoria e performance negative. Il modo migliore per reagire è di stabilire degli orari entro i quali può essere utile tenere d’occhio la mail ed altri in cui essere irreperibili, magari impostando una risposta prestabilita che indichi gli orari in cui si è disponibili.